Polizza auto, cosa è cambiato con il decreto Bersani

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Per alzare l’asticella della trasparenza in relazione al settore delle polizze auto, nel luglio del 2006 il cosiddetto Decreto Bersani (il provvedimento prese il nome del ministro per lo sviluppo economico dell’epoca) introdusse tutta una serie di correttivi con l’intento dichiarato di migliorare l’esperienza degli utenti e di facilitare il cambio di compagnia assicurativa qualora ve ne fosse la volontà. Per prima cosa, grazie al decreto, quando arriva il momento di sottoscrivere una nuova polizza il cliente mantiene la medesima classe di merito che aveva nell’ultimo contratto. E questo sia per l’acquisto di un’altra macchina sia nel caso in cui siano trascorsi dalla cessazione di una precedente polizza almeno 5 anni.

Trasparenza delle procedure e richiesta degli indennizzi

Sempre stando al decreto, ciascuna agenzia di assicurazioni è tenuta al rispetto di norme di trasparenza nei confronti del cliente, il quale deve essere informato in maniera tempestiva su eventuali modifiche della classe di merito a suo sfavore. Diventa poi possibile, sempre nell’eventualità di un sinistro, fare richiesta alla propria compagnia (e non a quella della controparte) di un indennizzo diretto (in caso non si sia colpevoli affatto oppure lo si sia soltanto in parte). Si può procedere inoltre alla richiesta di un indennizzo di tipo indiretto, quando per esempio il sinistro sia avvenuto al di fuori dei confini nazionali, il quale dovrà essere presentato alla compagnia della controparte. Vediamo adesso come fare per disdire l’assicurazione, visto che anche in questo specifico contesto sono intervenuti importantissimi correttivi e si sono introdotte migliorie.

Abolito il tacito rinnovo: come disdire l’assicurazione

Non è più consentito alle compagnie di assicurazione stipulare contratti di tipo pluriennale, quindi c’è la possibilità per qualsiasi cliente di disdire – ogni 12 mesi – la propria polizza. E questo senza alcun indennizzo o penale. Un intervento correttivo che, più avanti, è stato poi perfezionato dall’abolizione del tacito rinnovo. Oggi, alla conclusione del periodo di copertura, non è più consentito il rinnovo in forma del tutto automatica. Senza un consenso esplicito da parte del cliente, semplicemente si arriva alla scadenza e senza alcun bisogno di inviare una disdetta. In questo modo effettuare il cambio di compagnia assicurativa è reso più facile. Si stipula un nuovo contratto, lasciando arrivare a fine corsa la precedente polizza assicurativa.

La classe di merito e i neopatentati

Ulteriore aspetto molto interessante, sempre relativo al decreto Bersani, è poi la possibilità che viene concessa sia ai neopatentati che ai giovani di andare a sottoscrivere una polizza assicurativa nuova e diversa acquisendo direttamente per quanto riguarda la classe di merito quella dei suoi genitori. In tal modo, si paga una quota molto inferiore rispetto alla comune classe di partenza, che sarebbe la 14esima (è la stessa per ciascuna polizza nuova). Per quanto riguarda l’eventualità dell’iscrizione nella classe di merito dei genitori per un neopatentato, è chiaro che un imprescindibile requisito affinché ciò avvenga è rappresentato dal fatto di possedere sul medesimo documento di identità lo stesso indirizzo di residenza dei genitori.

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