Alla scoperta della Nuova Zelanda e delle sue sfere di Moeraki

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Al sol pensiero di arrivare così lontano da casa, il solo mappamondo deve girare un bel po’ per mostrarci la Nuova Zelanda ed il continente di cui fa parte, l’Oceania, distante dalla nostra penisola quasi 20.000 chilometri, all’incirca la metà dell’intera circonferenza terrestre.
Un viaggio esotico, fuori dal mondo ma decisamente mozzafiato perché la natura riserva in luoghi come la Nuova Zelanda scenari senza tempo dove la natura sembra aver trovato con l’uomo un giusto compromesso senza vincere né perdere ma semplicemente esistendo.
Vulcani, alcuni ancora attivissimi, catene montuose imponenti, boschi e tanto, tanto oceano (Pacifico): sono questi alcuni degli elementi che più di altri caratterizzano il variegato panorama neo zelandese nel quale è davvero difficile sentirsi fuori posto, anche se si è semplicemente dei turisti.
Il popolo cordiale ed il cibo ricco di pietanze gustose e tutte da scoprire sembrano invogliare chi decide di visitare questi luoghi a lasciarsi andare, a rilassarsi e vivere appieno una realtà così pura e selvaggia. L’unico “neo”, se così vogliamo definirlo, potrebbero essere le temperature di certo molto più rigide di quelle del nostro clima tipicamente mediterraneo: trovandoci nell’emisfero Sud, qui l’estate non è propriamente sdraio ed ombrelloni poiché non si superano quasi mai i 18-20 gradi centigradi e la temperatura è resa nel complesso ancora più pungente dalla presenza quasi costante di venti decisamente intensi e freddi.
Un clima meno dolce di quello mediterraneo di certo nulla toglie al fascino della Nuova Zelanda e delle sue spiagge con vista sull’oceano, spesso lunghe decine e decine di chilometri. Ed è proprio su una di queste spiagge che costeggiano il Paese senza soluzione di continuità che appaiono come grosse biglie pronte ad essere lanciate le sfere di Moeraki, dette anche dagli abitanti del posto “Moeraki Boulders”.
La spiaggia protagonista di una tale meraviglia della natura è quella di Koekohe, sulla costa di Otago, nel piccolo paesino di Moeraki. Qui, in ordine sparso sul bagnasciuga, appaiono in tutta la loro tondeggiante e mastodontica perfezione circa 50 biglie di pietra, pesanti oltre le 7 tonnellate. Uno spettacolo che lascia senza fiato, decisamente unico nel suo genere e degno di essere ammirato dal vivo almeno una volta nella vita.
Le sfere di Moeraki, alcune ormai frantumate, possono raggiungere il ragguardevole diametro di due metri, un qualcosa di assolutamente fuori da ogni logica se pensiamo che si tratta di massi perfettamente sferici posizionati in un luogo così inusuale come una spiaggia.
Sulla loro origine una leggenda Maori narra che le sfere sarebbero apparse sulla spiaggia di Koekohe a seguito del naufragio della canoa Arai Te Uru e rappresenterebbero parte del carico da essa trasportato (zucche ed altre ceste rigorosamente sferiche) che, una volta arenatosi, si sarebbe trasformato in queste masse rocciose perfettamente rotonde. A conferire ancora più misticismo al tutto, la presenza nell’entroterra di diverse montagne che portano ancora oggi il nome di alcuni dei membri dell’equipaggio mentre la scogliera poco distante dal bagnasciuga rappresenterebbe lo scafo naufragato.
La scienza ci spiega invece che l’origine delle suggestive sfere di Moeraki va ricercata non nel mare, come leggenda e vicinanza a tale elemento naturale vorrebbero, ma nelle catene montuose alle loro spalle. Nel corso di centinaia e centinaia di anni, infatti, tali rocce avrebbero fatto parte delle formazioni montuose alle spalle della spiaggia e a poco a poco gli agenti atmosferici, sempre abbastanza aggressivi nella zona, avrebbero portato via le parti rocciose più “soffici” facendole rotolare sulla battigia e levigandole sapientemente.
Che si tratti di un “parto” del mare o di uno delle montagne, le sfere di Moeraki e gli scenari selvaggi della Nuova Zelanda restano uno spettacolo unico nel loro genere che merita occhi curiosi ed attenti che vogliano perscrutarne ogni particolarità e bellezza.
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